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L’esperienza artistica, nei i suoi diversi linguaggi, è presente nel bambino fin dai primi anni di età. Per i bambini è infatti più facile comunicare ed esprimere le proprie emozioni attraverso il gioco drammatico, in cui convergono sperimentazione, ricerca ed esperienza personale.

Durante la fase scolare la maggior parte dei linguaggi viene abbandonata, a favore delle convenzioni sociali che prediligono l’aspetto verbale.

Attualmente, molti docenti sono favorevoli nel considerare l’attività teatrale un valido strumento educativo poiché mette al centro del processo formativo lo studente, considerandolo come persona dotata di una sfera emotiva e di capacità creative, che nell'insegnamento tradizionale vengono spesso limitate.

In particolare, durante la pre-adolescenza e l’adolescenza, mediante le pratiche teatrali è possibile favorire il superamento dei problemi che normalmente accompagnano la crescita: la timidezza, il difficile rapporto con il corpo in mutamento, l’eccessiva aggressività.

Fare teatro, verbalizzare, “recitare” l’emozione serve ai ragazzi per creare il giusto distacco tra sé e l’emozione stessa, permettendo loro di guardarla dall’esterno, di capirla e codificarla. La pratica teatrale è lo spazio idoneo dove i giovani possono misurarsi con le proprie potenzialità espressive e creative, costruirsi un percorso di auto-esplorazione e di auto-affermazione, porsi in relazione con l’altro e confrontarsi con la realtà, in poche parole: mettersi in gioco.

L’esperienza teatrale inoltre, stimola le diverse forme di apprendimento, potenziando ed indirizzando energie creative ed alimentando al contempo il gusto estetico e artistico.

La proposta è strutturare un laboratorio di Teatro di Figura, particolare genere che impiega marionette, pupazzi, ombre, in vece di attori nella rappresentazione teatrale. Ciò crea un distacco emozionale, un transfer che permette al ragazzo di esprimere tutto il proprio potenziale creativo.

Il laboratorio è strutturato in due parti:

1) IL LAVORO DELL’ATTORE

Nuclei tematici::

- la comunicazione

- il corpo

- la voce

- l’improvvisazione

- il personaggio

- la drammatizzazione

 

2) LABORATORIO CREATIVO

- La creazione di figure impegna il ragazzo in un’attività manuale e plastico-pittorica piacevole, sviluppandone le abilità espressive.

- L’esigenza di dar vita alle proprie creazioni, favorisce la libera espressione del ragazzo, che potrà, quindi, prendere coscienza delle proprie abilità espressive e potenziarle, acquisendo maggiore scioltezza e proprietà di linguaggio.

- L’organizzazione di uno spazio scenico, spinge il ragazzo a mettersi insieme con gli altri per dare vita ai vari personaggi della storia da rappresentare: ciò favorisce la cooperazione, la socializzazione e la solidarietà.

 

METODOLOGIA:

- un percorso sensoriale manipolativo alla scoperta dei materiali;

- una ricerca grafica e spaziale attraverso l’apprendimento e l’utilizzo di diverse tecniche plastiche;

- l’ideazione e la creazione dei personaggi dell’azione drammatica.

- la creazione e l’organizzazione di uno spazio in cui farli agire.

 

OBIETTIVI EDUCATIVI:

- Esplorare linguaggi alternativi;

- Costruire una relazione con gli altri basata sul confronto e la conoscenza delle diverse realtà personali e sociali.

- Promuovere situazioni di effettiva cooperazione che fanno del teatro di figura uno strumento di liberazione, di socializzazione e divertimento.

 

IL PROGRAMMA

- Breve storia del teatro con particolare riferimento al teatro di figura

- Introduzione alle tecniche e materiali

- Ideazione del testo

- Ideazione e realizzazione dei personaggi

- Preparazione dei dialoghi e drammatizzazione

- Scelta di rumori e musiche

- Progetto e realizzazione dello spazio scenico.

- Messa in scena